Lie to Me

Mentimi.

Esatto, mentimi e ti dirò chi sei.

Io lo so quando le persone mentono, o almeno, lo sapevo. Leggevo le espressioni, i comportamenti e i gesti delle persone, mi insegnò un ragazzo che incontrai ad una festa di laurea, giocava a pocker e mi dimostrò come i gesti involontari dicono molto più delle parole, ed è vero. Io allora (come voi adesso che mi leggete) pensai ” ma che ficata”. Lo è effettivamente, ti senti potente, invincibile, non ti servono spunte blu, ultimi accessi, sottotesti o altre stronzate varie, basta la tua osservazione per capire una persona.

Il problema nasce poi, le persone sono come un film del quale vorresti ma non puoi cambiare il finale; iniziai a leggerle,tutte le persone, soprattutto quelle che mi stavano vicine e credetemi, per essere una a cui piacciono i cartoni animati, ero circondata da film horror, giusto per farvi capire.

Che fare allora?

Smettere di voler bene a una persona solo perchè non è come si mostra?

Allontanarla o continuare a starle vicino continuando a chiedersi perchè non si mostra per come è?

Seguire i sentimenti e provare ad essere comprensivi o la ragione e vedere l’altro per come esattamente è senza possibilità di replica?

All’epoca scelsi di ignorare ciò che avevo appreso, di vivere le persone senza leggerle, di lasciarmi sorprendere, di non voler sapere il finale, in poche parole scelsi di fidarmi delle persone che avevo a fianco, di credere che ci fosse un motivo per il quale non fossero sincere e di aspettare di sapere quel motivo.

Il motivo è abbastanza deludente, convenienza, si finge per ottenere ciò che si vuole, per il quieto vivere.

Il tempo è colui che toglie la maschera, a sua discrezione s’intenda bene, ma è sempre lui, inesorabile, a mostrare le persone per quello che sono, e arrivato quel momento nessun cuore, sebbene armato dei più nobili sentimenti , riuscirà a sopportare il trauma. Di traumi il mio cuore ne ha sopportati un po’ e adesso sono tornata a vedere le persone per quello che esattamente sono: la maggior parte sono cinepanettoni, banali, prevedibili, scontati che si credono grandi solo perchè fanno molti incassi ma in realtà sono completamenti vuoti.

Non lascerò più offuscare il mio giudizio dalla leggerezza, dalla fragilità e dalle lusinghe, non ci sarà più comprensione, nessun tentativo di salvataggio, nessun appello, come diceva mio nonno, non si cava il sangue da una rapa.

Ognuno è quello che è, non tutti possono essere migliori.

E se mai dovessi ancora cedere ai sentimenti, sarà solamente per chi gioca a viso aperto, senza assi nelle maniche, meri trucchi per bari, insicuri di se stessi, poveri sciocchi che non sanno che con l’inganno si può vincere una battaglia ma non la guerra.

Se non è amore è smacchiatore

Sabato scorso scrivo questo post sul mio profilo Facebook basato su fatti realmente accaduti.

“Caro pischello che, mentre cammino per strada, rallenti, accosti, abbassi il finestrino e ammicchi, avresti potuto fare colpo se invece di guardarmi il culo avessi visto quella chiazza marrone nota come pozzanghera, avessi evitato di prenderla in pieno e mi avessi risparmiato un’ora di bucato…come si dice se non è amore è smacchiatore.”

Poi come i cornuti (così si dice dalle nostre parti) ripenso al fatto che se non è amore è smacchiatore e, a parte la nota ironica, mi son detta “cavolo che genialata!”

Sì perchè l’amore, quello vero e sano non macchia, non lascia dentro sporco indelebile, non c’è bisogno di spendere olio di gomito per strofinare via vecchie macchie, non lascia aloni da pretrattare anzi l’amore quello vero, prende tutte macchie scure e con pazienza le ripulisce, l’amore migliora, dà nuove opportunità, perfeziona e riporta al candore.

Storpiando una ben nota pubblicità non mi rimane che dire ” Ama come lava!”   🙂

Cubetti di cuore nel freezer

Provò a tagliarsi i capelli, la sua forza fino a quel momento, sperava di perderne un po’ come Sansone che non sopportava le conseguenze dell’esser forte, tutti quei pesi da sollevare erano diventati troppo impegnativi.

Provò a tagliarsi le unghie, la finzione non importava più, l’apparenza non portava grandi raccolti, con le mani semplicemente nude il tatto acquista più valore, senza specchi , niente allodole ma tanto preferiva le aquile.

Provò a tagliarsi la pelle, voleva vedere se ancora qualcosa scorreva e si rallegrò alla rossa visione, il cuore c’era ancora, pompava sangue anche se non batteva da molto tempo, ibernato, impassibile, mai un battito fuori posto,mai un’accelerazione, mai un blocco improvviso. Tanti pezzi tenuti insieme da molecole di ghiaccio, le funzioni c’erano. Le emozioni no.

La forza delle gonne

Se l’abito non fa il monaco, la gonna non fa la donna, ma vuoi mettere quanto è più bella una donna in gonnella?
Smettiamo di portare i pantaloni, e non intendo quelli metaforici, quelli ahimè sono biciclette che ormai dobbiamo pedalare, intendo quelli di stoffa con cuciture, bottoni, cerniere e quant’altro.
Riprendiamoci la nostra femminilità che non vuol dire zoccolaggine, che non vuol dire fare la gara di centimetri di pelle scoperta ma vuol dire soltanto di non cercare di assomigliare agli uomini a tutti i costi.
Sentiamoci fiere del nostro essere, sul lavoro, a casa, nello sport e nella vita in generale. La bellezza di una donna è l’arma più potente che esista, la luce del suo sguardo, la gentilezza del sorriso e la forza delle gambe possono più di qualsiasi altra cosa al mondo. Perciò non conformiamoci al sesso forte, ormai così pieno di debolezze e torniamo a vestirci della nostra femminilità, che una donna può tutto anche indossando una gonna.
Fidatevi con una gonna si arriva in alto e ci si gode il panorama.

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Castello Isabella Isola Maggiore Lago Trasimeno

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Scuola guida (lezioni di vita)

Amo ma non credo più nell’amore eterno, credo nello star bene e non penso che si stia così sempre.

Ecco, io della scuola guida mi ricordo bene solo una cosa: le domande con sempre e mai sono false.Per questo non credo all’amore come concetto ma ci credo come momento.Ci si ama, certo, ma non per sempre. Per sempre si fa finta.

Si fa finta di essere fidanzati modello e poi si propone notti di sesso come aperitivi.

Si diventa compagni, mariti, padri ma basta una sbornia per regredire allo stato adolescenziale.

Si vive una vita insieme alla moglie e un’altra assieme all’amante.

Questi sono i per sempre che conosco io, promesse mantenute su castelli di bugie stile “io questo non lo farò mai”. Sono proprio quei mai a fregare certi sempre.

Se mi chiedi del futuro io rispondo non lo so, se mi chiedi cosa provo alla fine della mia risposta io metto un oggi, perchè oggì conosco il mio sentimento, domani no.

Io ho amato e molto, ho fatto finta vivendo nel per sempre, non ho tradito, se non me stessa e adesso so che per me l’amore è un momento, nulla più, ma almeno è vero.

Diffido di chi mi promette il sempre e chi lo ha fatto non lo ha mantenuto, nonostante a volte sia anche riuscito a convincermi, ma poi quello che impari a 18 anni tra segnali stradali, traffico, incroci e incidenti è una lezione molto più importante di un banale test a crocette.

L’amore è come un incidente, la colpa spesso sta nel mezzo, alcune macchine sopravvivono, altre si buttano, alcune si cambiano. C’è un’unica sostanziale differenza.

L’amore non si può assicurare.

Un bacio a Voi

Un bacio

a chi 10 ore di viaggio e un sogno in bianconero esaudito

a chi l’ultimo venerdì del mese non si tocca

a chi è un disadattato on the snow

a chi fumare fa male

a chi aspira la C e ascolta i Queen

a chi offre un letto senza pretese

a chi guida verso il mare e non si chiama Sandra

a chi fa la bava

a chi una canzone ad ogni partita

a chi è una famiglia e mezzo

a due bottiglie di vino e allegre ragazze morte

a chi toccatemi tutto ma non hashtag e risvoltini

a chi maglia rossa e cuore giallo

a chi keep calm e daje fatini

a chi la calma è la virtù dei forti ma il rhum è il rhum

a chi la sera prima offre gin tonic

a chi abbaia

a chi non smette di applaudire

a chi pedala con 4 piedi su due ruote

a chi regala sorrisi

a chi condivide il morino

a chi fa parte del gioco

a chi aspetta sulle scale

a chi karaoke e Gordon

a chi martedì Over

a chi oggi è mercoledì

a chi è neroarancio

a chi è amica da una vita

a chi legge Rea e si confida alla Luna

A quest’anno e a chi ne ha fatto parte, a chi c’è stato, a chi non ha potuto, a chi non ha voluto, a chi ha lottato per esserci.

” Un bacio a questo passato che alla fine è passato se chiudo gli occhi rivedo tutto quello che è stato ”

MERAVIGLIOSO

” Un bacio in segno di pace al futuro che arriva, da lontano veloce sperando che C sorrida.”

#19 (giorno di vigilia)

Quest’anno ho perso tutto, anche il tempo.
Ho perso un passato, costruito con impegno.
Ho perso il presente, ma quello non lo vive mai nessuno.
Ho perso un futuro, lo avevo scritto bene, sereno, forse banale, tiepido come una vecchia coperta di lana.
Ho perso le chiavi di casa, sono entrata dalla finestra, ho fatto un po’ di fracasso, rotto qualcosa, si trova sempre uno spiraglio aperto.
Ho perso un faro per provare a cacciare, ma i cacciatori, si sa, preferiscono la penombra.
Ho perso la ragione, troppe volte, è tornata sulle sue gambe ché attualmente sono in pochi a volerla.
Ne ho persi 7 in poco tempo e quelli non son tornati, non avrei mai pensato di rimpiangerli proprio io che li ho sempre odiati.
Ho perso il sonno, si è nascosto fra le botte di vita.
Ho perso le parole e ho amato il silenzio, per poco ma è stato intenso.
Ho perso una maglia molto importante, la maglia di una giocatrice, di un capitano, esempio di responsabilità e determinazione. L’ho persa prima del dovuto, prima di quell’ultima partita, la più importante, quella che di sicuro non voglio perdere.

Forse quest’anno ho davvero perso tutto ma nella perdita ho trovato me stessa e ho capito che il resto non conta, che conta vivere e saper lasciare andare, a volte le cose, come le persone si ritrovano nei posti più impensati, nei tempi meno calcolati.

Ho capito che chi cerca trova ma trova solo quello che cerca.

Domani perciò, nel grande giorno, giocherò con una maglia che non è la mia, ma una come tante, con un numero insignificante; da domani sicuramente avrà il suo perchè.

E forse è qui che sta il bello, nel prendere l’inaspettato e donargli significato e spessore.
Non sarà importante quindi quale maglia indosserò, perchè io sono sempre io, la mia forza rimarrà intatta, la mia volontà immutata, metterò da parte la paura e ringhierò a qualunque avversa sorte e in quest’anno fatto di perdite domani lotterò per vincere.