Amicizia all’asilo n°3

Un paesino di poche anime, 30/01/2015

Care mamme dell’asilo n°3,

vi scrivo perchè sono la mamma di Violet e noi siamo nuove qui, perciò vorrei raccontarvi la nostra storia.

Violet ha 5 anni ed è sieropositiva, questa è la terza volta che è costretta a cambiare asilo poichè non appena i genitori scoprono la sua malattia smettono di mandare i figli a scuola costringendomi alla fine a ritirare Violet dall’istituto.

Questa è la nostra storia in breve e vi risparmio la descrizione di ciò che io e mia figlia abbiamo provato ogni qualvolta ci siamo sentite abbandonate e incapaci di risolvere la situazione.

Le maestre mi hanno sconsigliato di scrivere questa lettera per non provocare il tanto temuto allarmismo e assenteismo strategico, ma io sono qui oggi, con la mia penna e un pezzo di cuore in mano, a pregarvi di accettare Violet tra i vostri figli, è una bambina dolce e sa che non deve “toccare” gli altri bambini per precauzione, ormai è abituata a convivere con questo fardello e cerca di continuare a vivere la sua infanzia finchè le viene permesso. In questo è più forte di me, forse anche di più visto che ancora mi rammarico per non averle dato un mondo all’altezza della straordinaria bimba che è.

Vi prego dunque di non avere paura, di spiegare il problema ai vostri figli e di permettere che Viola abbia un asilo in cui rifugiarsi. Vi ringrazio per la vostra attenzione e spero di incontrarvi alla prossima assemblea genitori-insegnanti.

In fede Maddalena

All’asilo n° 3…

Valiant nell’ora di gioco si avvicina a Violet e le dà una carezza, lei si scosta e dice:

” Che fai? Mia madre dice che non posso toccare gli altri bambini.”

“Mia madre dice solo che non ti devo mordere come Suarez.”

“E che vuol dire?”

“Che non ti devo ferire ma posso darti tutte le carezze che vuoi.”

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60 copie a prezzo di copertina

Ho scritto 33 poesie che parlano un po’ di tutto ma soprattutto di te o forse di me, non lo so più.

Qualcuno le ha volute leggere.

Perchè 33? Mi piace il numero e poi sono gli anni che ci sono voluti a Cristo per morire. Nella mia contorta testolina spero che queste 33 poesie riescano a far morire un po’ anche noi. Certo è che abbiamo fatto un bel casino, per questo l’ho scritto, per cercare di metterlo a posto con l’inchiostro.

Ripeto:

Qualcuno le ha volute leggere.

Dopo un po’ arriva la proposta di pubblicazione da parte della casa editrice a patto che io ne compri 60 copie a prezzo di copertina. Io non capisco nulla di editoria ma credo che 732 euro per far leggere alla gente di noi siano troppi, la nostra non è poi questa storia così interessante, scritta in versi non è neanche una storia.

Almeno così ho scoperto come funziona certa editoria, un po’ te la compri, un po’ te la vendi, come la vita in fondo. Il problema è che io scrivo per evadere da questa breve esistenza, per stravolgere i finali che non mi piacciono, per punire i cattivi e rendere giustizia agli onesti, per mettere in discussione questo assurdo e contraddittorio mondo, per riderci su e per vivere ciò che non ho tempo di godere.

La mia scrittura, i miei segreti, la mia immaginazione non devono venire a compromessi con il mondo reale, non possono farne parte, non possono essere un po’ comprati, un po’ venduti e per quanto mi piacerebbe vedere noi e la nostra storia sulla carta stampata in qualche negozio, così potrei almeno scriverci sopra la parola fine, non lascerò che ciò accada o almeno non così. Voglio dare purezza a ciò che puro non è stato e poi alla fine cosa conta, penso, se non essere letti?

Non ho bisogno di pagare per essere letta, posso benissimo farlo gratis.

Ma non farò nemmeno quello, porterò i nostri 33 atti impuri con me e presto o tardi diventeranno cenere, un po’ come noi.

La pianta e il bambino

Fermo sulle scale, immobile e occhi sbarrati dal terrore, il bambino si gira e fa:

“Quella cosa mi vuole fare male”

Il padre si volta, incredulo sulla premeditazione della “cosa” e chiede:

“Dove è ?”

e il bimbo:

“Lì vicino alla finestra.”

Ma il padre non scorgeva nulla che potesse realmente essere considerato una minaccia e guardando il sincero terrore negli occhi del figlio indagò più a fondo.

” Cos’è questa cosa che vuol farti male?”

Il bimbo tremante allungò un timido ditino per indicare il malefattore, il padre seguì quell’immaginario filo di paura e posò lo sguardo su di una pianta, di quelle che non hanno bisogno di troppe attenzioni, tutte ricoperte di piccoli aghi come peli. Il padre tradendo un sorriso disse al figlio:

“Ma è solo una pianta, non vuole farti del male, tu non la toccare e non ti succederà niente.”

Rassicurato il figlio, il padre pensò a quella pianta che per proteggersi dal mondo indossa una corazza.

I bambini certe cose le capiscono prima, chi si difende fa più male di chi attacca.

Hiroshima

Chi ha deciso

che era l’ora

la lancetta

tic tac

che scoppia

 

Tu

guidavi il cielo

mano

di chi non sa

volare

 

Tu

hai aperto

la pancia

lasciato che

cadesse

 

non sei rimasto

a guardare

fumose ombre

sole a raccontare

effetti collaterali

di una decisione

collaterale

 

Ama (muori) e cambia il mondo

Avete mai fatto caso che tutte le più grandi storie d’amore sono tragedie??

Inevitabile chiedersi se la morte sia l’ X factor dei grandi amori.

Prendiamo Shakespeare e la sua tragedia all’italiana.

Pensate cosa sarebbe successo al mondo se quel fraticello che doveva consegnare la fatidica lettera, che svelava il piano architettato da Giulietta e lo Speziale, invece di farsi intimidire dalla peste avesse raggiunto Mantova e fatto sì che Romeo venisse a conoscenza degli avvenimenti. I due sarebbero scappati, ancora vivi, sposati, probabilmente anche divorziati, le famiglie avrebbero dato l’una la colpa all’altra della fuga dei due pargoli e avrebbero continuato la loro faida. Un vero dramma, non c’è che dire, per questo entra in gioco la falce, per annegare l’odio in nome dell’amore, o meglio in nome dell’idea dell’amore perchè quei due non è che se la siano spassata più di tanto.

ama e cambia il mondo
ama e cambia il mondo

Prendiamo Dracula di Stoker diretto da Coppola (nessuno lo nomina mai ma diamo merito al regista per una volta)

Tutto il film parte dal suicidio della moglie. Se fosse stato Romeo si sarebbe ucciso pure lui e fine del film. Il protagonista invece ha la bella intuizione di diventare una creatura immortale (definirlo vampiro sarebbe riduttivo), condannare tutto ciò per cui aveva sempre combattuto e cercare il suo vero amore.

Dracula ha la pazienza di aspettare svariati secoli per lei, Mina (poteva almeno sceglierla single dico io, ma questa è un’altra faccenda) e il suo amore è così profondo, intenso e magico che non vorrebbe nemmeno trasformarla e quindi condannarla alla sua stessa sorte, ma lei testarda succhia il suo sangue alla faccia di suo marito che i porci comodi li aveva già fatti in precedenza. Ovviamente il loro amore è già condannato in partenza, lui viene braccato e ucciso, lei si ammazza lasciando così gli spettatori a immaginare quanto possa essere potente la magia dell’amore. Fossero rimasti vivi entrambi il risultato non sarebbe stato così immenso, avrebbero fatto la loro bella tribù vampiresca in attesa che i fratelli Winchester potessero ucciderli nel terzo millennio.

dracula
dracula

E infine come terzo esempio di “Muoio per Amore” prendiamo la Morte in persona. Vi presento Joe Black.

In questa storia l’amore è la morte e forse non ci sono dialoghi,silenzi e scene migliori di quelli raccontati da questo film per descrivere un vero amore. Il problema? “Papà mi sono innamorata della morte o meglio la morte si è innamorata di me”. Ma dico io, vi sembra normale? Intanto anche lì lei è fidanzata, addirittura quasi prossima al matrimonio e ha la bella idea di lasciarsi coinvolgere in un amore che la maggior parte delle donne possono solo immaginare, e solo questo basterebbe a presagire un disastro figuriamoci se il soggetto incriminato non ha un’anima e prende corpi in affitto. Ringrazio sempre Hopkins che ha la brillante idea di convincere la morte a non portarla con lei se no addio pure questa di protagonista, ma alla fine pensate che sia stata contenta anche lei?? Cavolo, sei andata a letto con la morte e poi ti ritrovi a fianco la sua bella copia?? La fine non girata di quel film è l’inizio di Ragazze Interrotte.

vi presento joe black
vi presento joe black

Insomma tutti questi esempi sono per dire a tutti coloro che cercano l’amore con la A maiuscola, che, mi dispiace, non finisce bene altrimenti non è con l’A maiuscola.

Lasciate ogni speranza o voi che amate!

Amore Bugiardo

l'amore bugiardo
cosa ci siamo fatti?

Ecco il film che ti aspetti da lui, David Fincher, regista di Fight Club.

Eccolo l’attore che ti aspetti, perfetto nel ruolo assegnatogli di ragazzone di campagna tutto sogni e poco arrosto, Ben Affleck.

Eccola lì l’attrice che non ti aspetti, una Rosamunde Pike, superlativa in una performance scomoda, inusuale pronta ad interpretare la “complessa e mitca” ragazza viziata newyorkese.

Un thriller? una storia di vita? un film drammatico?

Il genere ancora non l’ho capito o forse non voglio poichè catalogarlo ridurrebbe la grandezza di quest’opera che non brilla per l’estremo ingegno, per carità c’è, ma il cinema moderno ci ha abituato a riconoscere trame assai più assurde e complesse, lo stesso Fincher ci ha mostrato pellicole dal risvolto ancora più inimmaginabile.

In questo film però c’è quel filo conduttore di verità che ti prende per mano e ti porta fino alla fine, facendoti credere che potrebbe essere possibile, facendoti addirittura provare simpatia per Amy e invidia per la sua intelligenza e capacità di manipolazione. Non riesci mai a considerarla veramente cattiva e questa è la conseguenza di una regia schietta senza fronzoli, senza effetti speciali, cruda che narra una storia e lo fa a 360°. Nessuno è colpevole, nessuno è innocente quando si possiede un’intelligenza sopra la media. Questo è un film che consegna ai cattivi il proprio lieto fine, un amore malato, folle, devastato ma sicuramente reale e non più bugiardo come poteva essere all’inizio del film. Fincher estremizza gesti che chiunque  abbia sofferto per amore capisce, condivide e allo stesso tempo condanna poichè immorali, gesti che la Pike interpreta magistralmente facendo passare il messaggio forte e machiavellico de “il fine giustifica i mezzi.”