Tutto è lecito se fuori nevica

Eccola la prima neve, un paradosso che arrivi l’ultimo giorno dell’anno ma lei è fatta così, arriva quando meno te lo aspetti, come direbbe qualcuno “se ne frega”.

Ed è proprio così, se ne frega di tutto, dei tuoi appuntamenti, dei viaggi prenotati, delle gomme termiche ancora non montate, delle strade zuccherate, se ne frega che è l’ultimo dell’anno e arriva in silenzio ad attutire i botti e i 12 rintocchi delle campane che segnano l’inizio di un altro capitolo. E quando arriva lei iniziamo a fregarcene un po’ anche noi, lasciamo i doveri, rallentiamo i movimenti, tiriamo fuori vestiti improbabili, tute da sci che nemmeno nei peggiori cinepanettoni degli anni 90, scarpe che ti proteggerebbero da una bomba atomica, cappelli e sciarpe regalati nei miliardi di Natale passati inutili fino a quel momento ma proprio in quel momento ringrazi il cielo di avere quella zia di quattordicesimo grado affetta da Alzheimer che ogni Natale fa a tutti lo stesso regalo, perchè siamo onesti: chi se lo è mai comprato un cappello?Insomma al diavolo le borse firmate, i cappotti che valgono uno stipendio e le scarpe all’ultima moda, la neve ci rende tutti più simili tra noi e anche più simili all’omino Michelin, ci apre gli occhi e sotterra le differenze, ci spinge fuori dalle case nonostante non ci sia una valida ragione per staccarsi dal calore della nostra dimora, ci fa scherzare, tornare bambini, ci fa correre, rincorrere e atterrare, sul morbido però. Qualcuno ci rialzerà, altri infieriranno nel nostro momento di debolezza ma la neve non ci lascia mai soli. Provate a camminare lungo una strada il 13 di agosto col sole alto, nessuno ti chiederà se ti serve un passaggio, ma il 31 di Dicembre nessuno ti lascerà a piedi su quella stessa strada.

La neve con la sua leggerezza e eleganza da reale francese riscatta le anime emarginate al grido di “libertè,egalitè,fraternitè”.

La Panda 4×4 umiliata durante i restanti 364 giorni è il messia il giorno della neve, la salvatrice di tutte le tedesche andate fuori strada; i muratori e manovali sono i re del giorno e gli agenti finanziari poveri poichè non hanno una pala ma tutti si danno una mano così le pande e muratori conquistano il loro momento di gloria aiutando il prossimo.

Adoro la neve perchè capovolge il mondo, la terra ha lo stesso colore del cielo e tu sei in mezzo a tutto quel bianco a sorridere e a renderti conto che se davvero esiste un paradiso dovrebbe essere proprio così.

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L’assenza del tempo

Cosa succede quando ti accorgi di non avere più tempo?

Smetti di pensare ed inizi a vivere, lo so, lo dicono tutti che ogni giorno va vissuto come se fosse l’ultimo ma è inevitabile per noi esseri umani non pensare al futuro, così risparmiamo denaro e risparmiamo noi stessi con l’effimera illusione e certezza che un giorno sarà meglio e potremmo finalmente vivere come vogliamo. Nel frattempo perdiamo anni, come una telefonata in attesa, attendiamo una risposta: l’amore giusto, il lavoro adatto, le amicizie vere, il posto in cui vivere ideale.

Restiamo fermi davanti ai nostri sogni ad occhi aperti, convinti che il tempo sia dalla nostra parte, che c’è n’è per tutti e che prima o poi il sogno realtà diverrà.

Io ho scoperto di non avere tempo, nessuno sa mai quanto tempo gli rimane ma accorgersene è tutta un’altra situazione e allora l’unica soluzione che si ha è vivere consapevoli che il domani esiste, il problema è che tu non puoi sapere dove sarai e come sarai in quel domani. Gli ultimi mesi li ho vissuti a mille all’ora e devo ammettere che il serbatoio non è infinito, il corpo hai suoi limiti, ma si sente di più, è come non avere il primo strato di pelle, aumenta il calore, aumenta il dolore, aumenta la gioia.

Se proviamo per un momento  a non considerarci eterni, capiremmo che non dovremmo mai aspettare la nostra vita, e che l’unica vera paura che un uomo può avere è quella di non avere tempo. Possiamo misurarlo, scandirlo, nominarlo ma è sempre lui a controllare noi, a dettare le sue leggi. Noi lo sprechiamo in continuazione,come chi ha cibo in abbondanza non esita a gettare gli avanzi di un pasto, noi gettiamo al vento attimi di sensazioni mettendole in stand by.

Vi svelo un segreto, non esiste l’abbondanza del tempo, a volte non riesci nemmeno ad aprire gli occhi di fronte a questo magnifico mondo, quindi fate di tutto ma non attendete, non aspettate.

Io ho pigiato play, forse troppo tardi ma spero che il tempo che mi resta sia intenso, denso di umanità, di sapere e di sentimenti belli o brutti ma finalmente vivi.

Abbastanza per chi?

Violet lo incontrò quella sera dopo tre anni.

Le mani iniziarono a stringersi in pugni, le pupille dilatate ma immobili, ogni muscolo irrigidito nel vano tentativo di restare impassibile, ma il cuore non riusciva a controllarlo, faceva un tale fracasso da dentro la sua rigida gabbia, sembrava voler andare a fare una corsa fuori dal corpo e più Violet sentiva i battiti e più cercava il controllo, consapevole che è difficile controllare le anomalie cardiache.

Lui è sempre stato l’oggetto del suo desiderio, tutti gli anni di superiori passati a guardarlo, ad ascoltarlo e a pensare che meglio di lui non ci sia, affascinata dal suo carattere misterioso, trasformista e dannato. Violet non aveva mai detto a lui cosa pensava, paura di essere rifiutata ma ancor più paura di essere brevemente amata. Nel silenzio trovò il rifugio la sua paura e per tutti quegli anni lo aveva avuto accanto, compagno di banco e a lei bastava.

In quel momento però, proprio quando era da tempo che non faceva parte dei suoi pensieri, il rivederlo scaturì in lei le stesse identiche sensazioni e il caos prese il sopravvento all’interno della sua anima. La sua amica, visto i falliti tentativi di celare il turbamento le chiese il perchè non andasse a salutarlo, a parlarci e magari invitarlo a bere qualcosa. Violet al pensiero quasi svenne e rispose:

“Non sono abbastanza per lui, non lo sono mai stata e mai lo sarò.”

La sua amica lo guardò, la guardò ed espresse il suo disappunto:

“Non si può “non essere abbastanza per qualcuno” e non è vero che, se non si è abbastanza per qualcuno allora nemmeno lui è abbastanza per noi, magari non si è abbastanza insieme, magari smettiamo di non essere abbastanza, magari siamo tutto.”

Violet non poteva non darle ragione ma non poteva, non poteva sopportare che la realtà potesse essere diversa dalla sua fantasia, il luogo dove tutto poteva accadere e dove lei era felice.

 

 

Tradimento & Perdono

La maggior parte delle persone crede di non poter perdonare il tradimento.

Lo credevo anche io ma poi ho riflettuto sul perchè non si perdoni e sul perchè si tradisca. Si tradisce, in primis, per mancanza di coraggio di fronte a una scomoda verità, la quale può essere dettata o dal desiderio o dall’amore.

Se si viene traditi per amore c’è poco da perdonare, da arrabbiarsi o da piangere e, a meno che il traditore non abbia la capacità di amare due persone contemporaneamente (il che non è impossibile ma difficilmente probabile e gestibile), la relazione giunge al termine che lo si voglia o meno.

Se si viene traditi per desiderio il problema è minore ma non sottovalutabile ed è li che il dilemma perdono o meno raggiunge il suo apice.

Se io amo il traditore il perdono, a mio parere, è inevitabile, poichè farei un torto a me prima che a lui, troncando la relazione; non si può smettere di amare per orgoglio e lasciarsi non cambierebbe i sentimenti, meglio affrontare i carboni ardenti e vedere di spegnerli insieme.

In ogni caso quando provi dei sentimenti niente li può annegare, nemmeno le peggiori azioni. I forti sentimenti appartengono ai folli, e la follia non ha ragione per distinguere giusto e sbagliato.

Se invece amo me stessa più del traditore allora è facile evitare il perdono, l’ego diventa il boia della relazione, ma a questo punto la domanda sorge spontanea: era vero amore allora? Pensateci bene, chi è il traditore, chi cede alle debolezze o chi ama se stesso sopra ogni altra cosa?

Il perdono si misura con la capacità di sopportare il dolore nelle profondità di un vero amore.

I sogni non stanno sotto l’albero

Quest’anno l’albero di Natale io non l’ho fatto e non perchè sono posseduta dal Grinch ma perchè ho realizzato che i regali che desidero non possono entrare a 20/30 cm da terra; sono troppo grandi, troppo intensi e di sicuro non stanno sotto un albero.

Quindi caro Babbo Natale se entrando in casa mia non trovi l’alberello non ti corrucciare e ricordati che però io e te abbiamo un patto, ci vediamo un altro giorno, quando sarai meno impegnato a incastrarti nei camini, ti offrirò una tennent’s perchè va di moda e tu mi consegnerai i miei regali che non sono più di moda, ma a me non interessa, voglio quelli, magari non di terza mano, di seconda può andar bene e se possibile sgualciti il giusto, perchè a rammendare le ferite sono brava ma a forza di usare filo e ago finisco sempre col pungermi anche io.

Buon natale!!
Buon natale!!

 

50+1 Colui che rubò la bellezza alla luna

Valiant senza via di scampo rimase 12 anni schiavo, quei bastardi senza gloria lo tenevano appeso all’ albero della vita ma gli uomini dell’ Oceano, erano 11, 12 o 13 non ricordo vennero a salvarlo, lo portarono per sette anni in tibet, dove la furia dell’ ombra del diavolo non poteva ricucire lo strappo.

Lì conobbe un messicano che gli raccontò la storia di una coppia Mr.&Mrs Smith, un gioco di spie che tentavano di scoprire se il codardo Robert Ford avesse ucciso Jesse James ma la verità a quel punto era a prova di spia. Nemmeno in un Fight Club riuscirono a strappare le confessioni di una mente pericolosa e le due spie capirono che era la fine del gioco.

Dopo quel racconto Valiant decise di volere una vita al massimo, al di là di tutti i limiti e sorretto da un vento di passioni si diresse in kalifornia a vedere il lato oscuro del sole. Lì conobbe Thelma & Louise poichè andavano a letto con l’amico Jhonny Suede. Quei tre erano innamorati pazzi. Thelma era un  procuratore e stava seguendo il curioso caso di Benjamin Button che sosteneva di aver commesso quei giovani omicidi ma di averli uccisi dolcemente. Nemmeno una guerra mondiale “Z” e un esercito di 12 scimmie avrebbero potuto salvarlo. Thelma conosceva così bene l’arte di vincere che avrebbe riportato l’ordine anche a Babele. Louise invece era una troia sempre a spasso con il suo zaino Seven e morì in un frontale pieno.

Per Valiant, però, quel mondo non era abbastanza movimentato, apparteneva a coloro che dormono e invece lui aveva messo in atto la sua fuga dal mondo dei sogni. Così si mise in viaggio e si fermo in una terra dove in mezzo scorre il fiume più grande del mondo e una giovane chiese lui:

” Mi concederebbe un intervista?”

” Un intervista con chi?”

“Un intervista col vampiro”

“Certo, vi presento Joe Black!”

brad 51
non oso immaginare un mondo senza Joe. Happy Bday Brad!!

 

Credo

Il mio problema è che credo a tutto.

Credo che le parole abbiano un senso e non si dicano così tanto per dire, per fare conversazione. Per me “…allora si va a cena, dove andare, una volta scegli tu e l’altra io…” equivale ad una somma di due appuntamenti, perciò avverto chiunque parli con me di non proporre cene che non ha intenzione di fare, il cibo è una cosa seria.

Credo che i silenzi degli sguardi abbiano un valore, enigmatico, pesante, indecifrabile ma pur sempre un valore. Credo che a guardarsi in silenzio o si ride o si fugge o ci s’innamora.

Credo nei gesti, nelle azioni, credo che non si facciano certe cose per puro egoistico piacere senza dargli un significato o almeno non si fanno in due.

Credo nonostante tutto nell’umanità, credo.

P.S. guardate il video di chi “almeno crede” all’inizio c’è una poesia bellissima.