Quad Aces

Idle Tuesday 8pm.

Sitting on the sofa by the fire left on all day. The house is warmer than it never was, I could go around naked if I hadn’t street view windows, and yet I am not letting it go off. I simply can’t stop watching it.

Its beauty, its meaning.

I got lucky. I can see myself sitting at the poker table of life, some good hands, other bad ones, most of them doable with a bit of skills. Then all of a sudden a quad aces.

I look at it and the four of them are just so perfect, there to solve my problems and to make my life easier.

Ace of Diamonds:

Knows the value of everything, but first of all knows its value and it won’t settle for anything less. It is there to provide for the others and make sure no one is in struggle.

Ace of Hearts:

It knows how to love and how to do it without conditions, without asking anything back in return. Not speaking of the silly daily love you can see everywhere, but the kind of love that rhymes with care. The love of the givers.

Ace of Clubs:

It gives peace of mind, it is a good listener, waiting for you to come around when you need it. It is a walk in the park, its silent wisdom guides you through the doubts making you think and laugh.

Ace of Spades:

Here the knight with a strong armor to protect itself in the battle. The one there to make you safe, working behind the scenes and never taking the credit for it.

Still looking at the burning flames and thinking…. “hell” I am lucky.

Not sure I will play this hand. I may just well keep it for myself.

The essence

I don’t know how to explain the essence, but I would love if you could understand it so I will try.

The essence is hidden behind the magic of someone’s smile in a rainy day, in the shadow of a tree in the hottest day of summer. The essence is your eye becoming bigger and bigger in the darkest night when you try to count the stars.

Excitement makes your eyes bigger too. The essence is there, within that dilatation.

The essence leads to love, love leads to happiness.

When you find the essence, pure truth and beauty, admire it. You will be surrounded by the need of loving everything and everyone around you. No more pain, no more grief, only peace. Pay attention. Don’t miss it out within the chaos.

The essence is your hand getting warm, eager to touch your lover’s skin.

Essence is silent, don’t look for it in worthless words. Look for the collateral beauty, the one that does not punch you in a face, but it is there, everywhere. A premature flower, the first leaf falling from a tree, the ruins of a building lost in time although still there, untouchable.

When you feel lost and hopeless, remember to notice the essence. The world will have more sense and you will be able to love, careless of being loved in return.

Happiness will be there waiting for you. It is a dark place, but your eyes will adapt faster than you think.

 

To the untold

Sitting here thanking God that it is not me, it is not me leaving the field in a rush.

I can take my time, enjoy my safe place, no need to escape, no uncomfortable feelings.

I looked into her eyes, I was looking for the happiness of that first date I was never given to. I did not find it, no thrill, no joy, nothing, maybe a bit of sorrow.

So that was it, all the mystery I was chasing, not much at the other end of the rope. I know now I missed a bullet, I must thank my lucky star.

Sitting here now, preparing to go home, admiring what I got, looking at the ceiling and the stars above, the place where I can be me and shine, something she will never have.

A lesson that I should have learned quite a while ago, but when something is good everybody wants more. Yet the food in your plate tastes always better when it is not enough. Quite a condition of struggle. Slowly I am getting there thou , living on the line between quality and quantity.

On that line you can find happiness. The line where the hunger is fed and the desire is starving.

Complicity, there is nothing better than that in the world. Love fades into tenderness, sex  into physical routine. Complicity is something different. Bounded souls, connected minds. Why would I ever bargain that?

If I had to meet her again, I would say to her to chin up and enjoy the ride; maybe it is going to be a long one, who knows. I would tell her she should take what is hers and forget what is mine. In order to get what is mine she should just be me and that is not possible, so forget it. Move on, be happy.

I wonder if she would listen…

Stasera lo dico alla luna

Stasera lo dico alla luna,

c’é solo uno spicchio

ma una porzione a me basta

dell’indigestione c’é il rischio.

Meglio volare leggeri sui bisbigli serali.

Stasera lo dico alla luna

bella e scoperta

fresca di pioggia

timida e incerta.

Le dico che mi sono innamorata

in una sera senza luna.

Che mi sono lasciata e son mancate anche le stelle

Stasera lo dico alla luna

che sono stata ferita delusa e tradita

ma che in una sera senza luna

mi sono innamorata ancora

e le stelle son tornate.

Stasera lo dico alla luna

perché oggi sa d’inizio

perché assente in molte sere

adesso c’è e ci si può parlare.

Le dico che fa paura,

che é un passo che spaventa

che c’è una porta e c’è una chiave

con un mondo dentro

tutto da disegnare.

Stasera lo dico alla luna

che “padrona mia é la luna e altro io non ho”

ma oggi la padrona sono io

e lei alla mia finestra

paziente ascolta.

 

Tu chiamale se vuoi emozioni

 

Ho fermato le mie dita, mi sono chiusa in una gabbia di silenzio, troppo forti, troppo grandi, ingestibili e indescrivibili. Ho dovuto fermarmi, pensare, gestire, crescere e affogare. Eccomi qua’ cresciuta, non piú preda ma carnefice, razionale e paziente.

Sterile.

Le emozioni sono come bestie, ti possono sbranare o le puoi domare.

Sono convinta ci sia un’altra via e la chiameró libertá condizionata.

Il mio prossimo esperimento. Dopo aver lasciato le mie emozioni piú genuine completamente libere di annientarmi e dopo averle successivamente domate e rinnegate adesso cercheró di lasciarle libere a poco a poco, come detenuti di un penitenziario. Ho capito che non posso vivere di esse ma neanche senza.

Forse la chiave della felicitá é quella di una gabbia della quale tu stesso sei il carceriere.

 

 

 

Nel nome del padre, del figlio….

Alla destra avevo il padre, alla sinistra avevo il figlio e alle spalle un cazzo di prete.

Precisiamo… alla destra avevo il padre del mio ex, alla sinistra avevo il fratello del mio ex e alle spalle sempre un cazzo di prete (se vogliamo essere puntigliosi tal prete lo avevo conosciuto a pranzo a casa di un altro mio ex).

Dei miei ex per fortuna nemmeno l’ombra.

Ieri sera avevo questa riunione, come diceva mia nonna la croce e il lanternone toccano sempre al più coglione e io in quanto a coglionaggine non manco di nulla (oggi sono per le citazioni ecclesiastiche).

Una riunione che non richiedeva la mia presenza ma questo l’ho scoperto dopo.

Sapete quelle riunioni dei giochi paesani nelle quali si parla di tutto e non si decide niente, quelle che finché non sei al giorno prima dei giochi non si presenta nessuno?

Come volevasi dimostrare ieri 8 cristiani per 6.000 abitanti erano lì a pontificare sul nulla; considerando che ho abbandonato il cristianesimo da quando il catechismo viene fatto da suddetti preti (si mormora che Spotlight abbia vinto un Oscar) e che non sono residente in tal paese diciamo che presenti erano in 7+ una che è capitata lì per caso.

Non credo di essermi mai ritrovata in una circostanza più assurda, l’ottanta per cento degli argomenti non suscitavano il mio interesse e nel frattempo i miei compagni di banco si interrogavano preoccupati ad alta voce sul perché il loro rispettivo figlio e fratello non fosse presente alla riunione. Già che in quel momento si stava parlando di palle mi sono morsa la lingua per non rispondergli che forse se gliene regalavano un paio potevano sperare in un’apparizione.

Da lì in poi ho indossato il mio “best fake smile” e mi sono persa nei pensieri.

Pensavo all’ennesimo viaggio che affronterò, a quello che mi aspetterà al mio arrivo.

Pensavo al messaggio che ho ricevuto quando gli ho scritto “Sai? Ieri ho prenotato il volo”

una persona normale mi avrebbe chiesto quando sarei arrivata e lui no “one way ticket?”.

Come dice la mia migliore amica se fosse stato normale non mi sarebbe piaciuto.

Ebbene sì questa volta è un’andata senza ritorno, o almeno i ritorni serviranno a santificare le feste. Lo sa che non sto andando là per lui e lui di sicuro non sta aspettando me ma forse il sapere che qualcuno dopo tanto andirivieni resti è una sicurezza che gli è necessaria.

Sono brava a rassicurare gli altri, vorrei a volte farlo anche con me stessa, vorrei placare questa costante paura che ho di fallire ma capisco che solo la vita può curare le mie insicurezze. E così parto un’altra volta, inseguendo me stessa, so di esserci vicina.

So che mi serve una patria e questa sembra fare al caso mio, mi hanno sempre spaventato le isole, così inaccessibili, solitarie, impenetrabili. Questa è diversa, questa ti accoglie tra i suoi prati e il suo cielo e ti coccola, per lei non esistono stranieri, è una patria di migranti e immigrati, è un porto sicuro in mezzo al mare. Essa è un pensiero che mi calma.

“allora abbiamo deciso tutto e i turni del campo per gli allenamenti li gestite tra voi”

Ecco l’unica notizia che mi serviva…

Andate in pace.

 

 

 

Bellezza e verità

Avrebbe potuto arrabbiarsi, urlare, non rivolgergli mai più la parola e l’avrebbe capita, invece era lì, al suo fianco a parlare come avevano sempre fatto, a ridere e scherzare nonostante tutto. La sua presenza, il suo sorriso, le sue parole erano la costante conferma della sua bellezza, tutto lì a ricordargli quello che poteva essere e non è stato.

L’aveva desiderata tanto, sapeva che sarebbe stato l’uomo più fortunato al mondo se solo la vita non si fosse messa in mezzo. Già, la vita. La vita a volte distrugge i sogni. Lei era una che aveva i suoi tempi e quella volta arrivò in ritardo o forse era lui ad aver corso troppo. Egoisticamente inconsciamente aveva sperato che si offendesse, che non si dimostrasse così perfetta, che non rimanesse lì a ricordargli quanto ironico potesse essere il destino.

Invece, come al suo solito l’aveva stupito, l’aveva capito. Non poteva far altro che adorarla ma di più non poteva fare. Era lì, con le sue paure ed incertezze ma con quello sguardo forte di chi ne aveva passate tante e di chi nonostante tutto non si piegava al mondo. Mentre l’ammirava a distanza pensava che forse quel punto temporale così sbagliato in cui si erano incontrati non fosse poi così ingiusto, lui non era per lei, lei meritava di più.

Voleva davvero che lei fosse felice, che trovasse veramente qualcuno degno della sua bellezza, qualcuno che non offuscasse la sua luce con le proprie ombre e lui era fatto della stessa sostanza di cui è fatta un’ombra.

Era una che non aveva paura dei sentimenti, lei ci credeva davvero nell’amore, nella sua purezza, in quello incondizionato che non ha niente a che vedere con l’unione dei corpi ma con quella delle anime. L’aveva vista innamorarsi molte volte, l’aveva vista innamorarsi anche di lui e non faceva finta che non fosse successo, lei non fingeva, non usava strategie, lei era vera. Ed in quella verità ti potevi perdere, potevi vedere chi eri, dentro la sua verità potevi vederti allo specchio e quello che vedevi poteva fare molta paura. In molti se ne erano allontanati senza poter reggere il peso di ciò che lei mostrava loro e anche lui aveva pensato di fare lo stesso, per un po’ aveva creduto di non poter reggere il confronto, con lei, con se stesso.

L’aveva ferita affinché fosse lei a scappare ma era tornata con le sue cicatrici e non le importava e forse era ancora più bella. Aveva davanti a sé una vita tutta da scoprire e mentre lei era lì a raccontargli le sue speranze e i suoi viaggi Valiant non poteva far altro che sentirsi onorato di averla conosciuta e che lei gli avesse concesso le sue attenzioni.

Di persone come lei se ne incontrano poche a questo mondo, si riconoscono da come camminano, ti guardano sempre fino all’ultimo secondo prima di voltarti le spalle.